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Reggio Calabria (Rrìggiu in dialetto reggino, Righi in greco di Calabria, Righion in Greco), comunemente detta Reggio Calabria, o Reggio in tutto il Meridione d’Italia, è la prima città calabrese per antichità, estensione geografica e numero d’abitanti.

È capoluogo della provincia omonima, ed è sede del Consiglio regionale della Calabria[2]. Con 186.013 abitanti è il diciottesimo comune più popoloso d’Italia. L’agglomerato urbano ha una popolazione di circa 235.000 abitantimentre l’area metropolitana di Reggio conta circa 375.000 abitanti e comprende numerosi comuni tra la Piana di Gioia Tauro e Melito di Porto Salvo fin sull’Aspromonte. Reggio dal 5 maggio 2009 è divenuta la decima città metropolitana italiana e su di essa e sulla dirimpettaia Messina gravita la vasta Regione Calabro-Sicula dello Stretto.

Reggio viene tradizionalmente chiamata “Città della Fata Morgana” perché qui si manifesta il raro fenomeno ottico-mitologico della Fata Morgana, durante il quale la costa siciliana sembra distare solo pochi metri rendendo possibile distinguere molto bene case, auto e persone. Reggio è nota come la “Città dei Bronzi” per i famosi Bronzi di Riace, simbolo delle proprie origini magnogreche, ed è considerata la “Città del Bergamotto“, agrume che cresce solo in una ristretta fascia costiera (larga circa tre km all’interno del litorale reggino), che si estende da Scilla a Brancaleone per circa 85 km.

Localizzazione

Reggio è situata sulla punta dello “Stivale”, alle pendici dell’Aspromonte, in posizione centrale nel Mediterraneo, si estende per 23 chilometri sulla sponda orientale dello Stretto di Messina (dove gli studiosi collocano l’incontro di Odisseo con i mostri mitologici Scilla e Cariddi, descritti da Omero) da cui gode di uno spettacolare panorama sulla Sicilia, sull’Etna e sulle Isole Eolie.

Reggio è al centro di un’area turistica di importanza storico-culturale e balneare, è una città universitaria, inoltre è situata al centro di una zona agricola particolarmente fertile grazie al clima mite, con produzione di olio d’oliva, vino, agrumi e ortaggi, tra cui tipica è la produzione dell’essenza di bergamotto, agrume che rende la sua migliore qualità al mondo esclusivamente nel territorio reggino, divenuto per questo uno dei simboli della città.

Come per molte città del “Mare Nostrum”, nella cultura locale Reggio viene spesso identificata come il centro esatto del Mar Mediterraneo, le cui molteplici e millenarie culture hanno sempre arricchito l’antichissima storia, la cultura e lo spirito dei reggini.

La città è attraversata dal 38º parallelo che taglia altre cinque città (Seul, Smirne, Atene, San Francisco, Cordova), e su cui è stato eretto il Monumento al 38º parallelo.

Il comune di Reggio è il più occidentale della Regione Calabria.

Clima

Il clima di Reggio è tipicamente mediterraneo sul versante tirrenico, di tipo subtropicale è invece il clima sulla costa dello Jonio, caratterizzato da una maggiore aridità in contrapposizione ad una maggiore piovosità del primo. Il clima dei rilievi che caratterizzano il selvaggio Aspromonte è invece quasi del tipo appenninico.

Il clima è di tipo tipo temperato, caratterizzato durante il giorno da una gradevole brezza marina proveniente da Nord (sempre presente nel canale), mentre durante le ore notturne dalle correnti ascensionali che risalgono l’Aspromonte, specie lungo le vallate delle fiumare.

L’inverno è mite e breve e le temperature raramente si avvicinano allo zero, con una media su base annua di 17.32 °C e una media annua delle precipitazioni piovose di 547,16 mm. Durante l’anno vi sono circa 300 giornate soleggiate su 365.

Storia

Dopo Cuma, Reggio Calabria è la più antica colonia greca in Italia meridionale. È tra le più antiche città d’Europa: la colonia calcidese venne fondata nell’VIII secolo a.C. presso il sito in cui sorgeva un antichissimo insediamento risalente al III millennio a.C., precedentemente occupato da popolazioni autoctone quali gli Aschenazi, gli Ausoni, gli Itali governati da Re Italo (da cui il nome di Italia successivamente esteso alla penisola) e dal mitico re Giocasto (la cui tomba sorgeva sul promontorio di Punta Calamizzi – Pallantiòn, punto d’approdo dei coloni greci). La colonia mantenne il preesistente nome di Rhegion (Capo del Re), già noto come Erythrà (La Rossa).

Reggio fu una tra le più importanti città della Magna Grecia raggiungendo nel V secolo a.C. grande potenza politica-economica sotto il governo di Anassila ed esercitando per un certo periodo influenza anche sulla dirimpettaia città di Zancle (Messina), la polis raggiunse dunque grande pregio artistico-culturale grazie alla sua scuola filosofica pitagorica ed alle sue scuole di scultura e di poesia dalle quali scaturirono artisti come Pitagora da Reggio e Ibico; divenne quindi alleata di Atene nella guerra del Peloponneso e successivamente fu espugnata dai siracusani di Dionigi I nel 387 a.C.

Città autonoma nelle istituzioni governative, Rhegium fu importante alleata e socia navalis di Roma e successivamente in età imperiale divenne uno dei più importanti e floridi centri dell’Italia meridionale essendo tra l’altro sede del Governatore della Regio III Lucania et Bruttii (Regione di Lucania e Bruzio). In epoca bizantina Reggio divenne infatti Metropoli dei possedimenti bizantini dell’Italia Meridionale, Capitale del Ducato di Calabria e perno del rito greco in Italia; conobbe una certa prosperità fino all’VIII secolo, quando assurse a sede episcopale.

Molti furono i popoli che si avvicendarono a Reggio in epoca alto-medievale, ciò testimonia l’interesse strategico della città. Per cento anni Reggio fu materia di contesa tra i Saraceni, i Longobardi, ancora i Bizantini ed i Normanni. Nel 1060 Roberto il Guiscardo e Ruggero d’Altavilla la sottrassero per sempre ai bizantini; gli elementi della cultura e della religiosità greca comunque sopravvissero fino al XVII secolo, anche se nel 1081 papa Gregorio VII aveva restituito il rito latino.

Nel 1282 durante i Vespri Siciliani Reggio si schierò al fianco di Messina e delle altre città della Sicilia orientale, con cui condivideva storia, interessi commerciali e culturali appoggiando nella rivolta anti-angioina le forze aragonesi; comunque la città venne assegnata al Regno di Napoli nel XIV secolo ed ottenne nuovi poteri amministrativi di larga base comunale.

Nel ’500 le continue incursioni barbaresche, le epidemie e l’oppressivo fiscalismo della denominazione spagnola portarono Reggio ad una decandenza che culminò con il disastroso terremoto del 1783. Il sisma infatti danneggiò gravemente Reggio e tutta la Calabria meridionale. Nal 1806 Napoleone occupò la città, destinandola a ducato e a quartier generale. Reggio liberale ebbe quindi un certo ruolo nei moti risorgimentali ed entrò a far parte del Regno d’Italia.

A Reggio, all’alba del 21 agosto 1860 con la celebre “Battaglia di Piazza Duomo”, Giuseppe Garibaldi conquistò il Regno delle due sicilie che consegnò a Re Vittorio Emanuele II. Il sindaco della città Brun Antonio Rossi fu dunque il primo del Regno a proclamare la decadenza di Francesco II e la dittatura del Generale Garibaldi, che a ricordo della battaglia scrisse:

« Un piede è posto al fin sulle ridenti sponde di Reggio e di novella gloria ornar la fronte gli argonauti invano spesseggian folti incrociatori e invano oste nemica numerosa, il dito di Dio conduce la tirannicida falange e oste e baluardi e troni son rovesciati nella polvee e riede sulle ruine del delitto il santo dell’uom diritto e libertade, e il cielo alla redente umanità sorride. » (Giuseppe Garibaldi)

centro

Reggio prima del terremoto del 1908 sulla rivista Cento Città d’Italia del 1898

Reggio tornava così ad appropriarsi del nome Italia, che secondo Aristotele era nato proprio sulle sue coste, derivando dal nome di un mitico re degli Enotri, Italòs.

Il 28 dicembre 1908 Reggio subì le conseguenze di uno degli eventi più catastrofici del XX secolo: il terremoto del 1908 he raggiunse i 7,1 gradi della scala Richter, che danneggiò gravemente la città.

La città, ricostruita seguendo canoni moderni, dovette però subire i bombardamenti da parte delle truppe dell’8a Armata britannica nel 1943. Dopo la seconda guerra mondiale la città crebbe notevolmente.

Nei primi anni settanta a Reggio si ebbero sconvolgimenti di carattere amministrativo, a seguito dei violenti disordini di piazza tesi alla rivendicazione del capoluogo regionale, delegato verso Catanzaro per effetto del nuovo statuto ordinario regionale. La soluzione fu risolta con un compromesso e con la divisione tra il livello amministrativo e politico, affidato a Catanzaro (con la sede della Giunta e della Presidenza), e quello economico (il Consiglio Regionale), posto a Reggio.

Tra gli anni settanta e ottanta la città attraversò un ventennio buio che favorì il dilagare della criminalità organizzata e del degrado urbano, ma a partire dai primi anni novanta si è cominciato a parlare della cosiddetta “Primavera di Reggio”, un movimento della popolazione e delle istituzioni (soprattutto del sindaco Italo Falcomatà) che ha favorito la ripresa della città e soprattutto una ritrovata identità.

Il dialetto reggino, che tra i dialetti calabresi è quello parlato nella Calabria meridionale, si è evoluto negli anni: nato dal greco dei primi coloni calcidesi, che fu parlato fino all’età bizantina, fu arricchito dal latino non tanto sotto l’impero, ma più probabilmente in età medioevale con l’arrivo dei normanni.

Reggio è stata infatti per millenni “roccaforte” della cultura greca in Italia, ne sono oggi testimonianza vari elementi come ad esempio il greco di Calabria parlato nella sua provincia e in alcuni suoi quartieri, o il fatto che vi siano molte famiglie con cognomi di origine greca. Ad esempio, il cognome più comune a Reggio è “Romeo”, che è un eponimo o nome di famiglia greco e che significa: “uomo greco di Costantinopoli”. Alla documentata presenza, ben nota da sempre, di nuclei numerosi di ellenofoni, si sono dunque andati sommando recenti insediamenti di immigrazione in alcuni rioni cittadini, come ad esempio il quartiere di San Giorgio Extra.

La lingua ampiamente diffusa fino qualche secolo fa in tutta la Calabria meridionale, piena di influenze di greco antico, è oggi quasi scomparsa, poiché ha perso molto in favore dell’unità linguistica nazionale quindi dell’italiano. Su di esso però si sono sviluppati un tipo di dialetto ed una parlata molto particolari, che presentano molte analogie e similitudini con la lingua siciliana (definita infatti “Lingua Calabro-Sicula”), che dà al dialetto reggino una “cadenza” (accento) simile al siciliano. Il dialetto reggino nell’area compresa tra Scilla e Bova presenta infatti un’assenza delle consonanti “dure” tipiche del resto della Calabria, e manifesta delle corrispondenze linguistico-lessicali con il dialetto parlato in Sicilia. Il reggino ed il messinese, due dialetti molto simili tra loro, differiscono infatti solo per alcune variazioni nell’intonazione e per poche varianti nell’uso delle consonanti.

Economia

« I dintorni di Reggio sono in genere molto deliziosi e non si vedono che campagne coperte di gelsi, aranceti, limoneti, vigneti. La maggior parte della seta che si produce in Calabria si coltiva in questi luoghi; Reggio ne vende per ottantamila libbre all’anno. » (Hermann von Riedesel, Reise durch Sicilien und Grossgriechenland, Zurigo, 1771)

Come tutta la regione, Reggio non ha oggi un tessuto industriale adeguato, sebbene nei secoli scorsi abbia avuto un certo sviluppo essendo stata un punto di riferimento importante per l’industria della seta e del bergamotto, ma sfavorevoli episodi storici, fra i quali il terremoto del 1908, hanno costretto al città a ripartire quasi da zero nel XX secolo.

Nei decenni trascorsi sono state progettate ed in parte realizzate alcune iniziative industriali anche grazie a contributi pubblici del “pacchetto Colombo”. Molte di queste iniziative non sono decollate come ad esempio il polo chimico di Saline Joniche,mai entrato in funzione, o quello tessile di San Gregorio, attualmente in crisi. Alcune infrastrutture dell’area, come nel caso del Porto di Gioia Tauro, sono state riconvertite ad altri usi.

Reggio ha sempre puntato e punta vocazionalmente sul turismo grazie al clima favorevole, alla natura, alle coste ed al suo patrimonio storico-archeologico, ma anche questa risorsa economica non sempre è stata valorizzata come sarebbe stato necessario.

Favoriti dal clima mite e tipicamente mediterraneo, sono particolarmente sviluppati i settori dell’agricoltura tradizionalmente più esclusivi dell’area reggina, come il bergamotto o certe varietà di gelsomino. Anche in questo caso, tuttavia, la relativa industria di trasformazione non ha raggiunto dimensioni significative.

Servizi e commercio

La maggior parte dei reggini è occupata nei servizi, principalmente quelli pubblici, mentre il settore del commercio è particolarmente attivo e dinamico sia nel centro cittadino, specialmente nella zona del corso Garibaldi, sia nelle periferie dove negli ultimi anni sono sorte numerose nuove attività commerciali di grandi dimensioni.

Il commercio è l’attività principale della città; storicamente Reggio esportava prodotti locali quali seta, semilavorati e soprattutto i derivati agrumari (vista l’esclusività della coltivazione, fra tutte, del bergamotto).

Industria e artigianato

Le ceramiche calcidesi di Reggio
In epoca greca Reggio fu il maggiore centro di produzione della “ceramica calcidese”, affermandosi come la concorrente più prestigiosa e agguerrita della “ceramica ateniese” nel bacino del Mediterraneo. Tra i tanti, alcuni esemplari sono oggi custoditi al Museo del Louvre di Parigi ed al British Museum di Londra.

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Alcune delle ceramiche calcidesi provenienti da Reggio, custodite presso il museo del Louvre di Parigi.

Stabilimento della CocaCola.

Sebbene prima del terremoto del 1908 e prima dell’unità d’Italia Reggio vantasse una fiorente produzione nell’industria della seta e del bergamotto, attualmente il tessuto industriale cittadino è costituito da aziende di medie e piccole dimensioni operanti principalmente nell’estrazione dell’essenza di bergamotto, nell’assemblaggio di vagoni ferroviari, nella produzione di caffè, liquori e generi alimentari, edilizia, mobili.

Le aziende si sviluppano prevalentemente in poli e in aree industriali che sorgono in città e nell’area metropolitana; si segnalano fra di esse:

  • nel polo industriale del Gebbione in via Padova, oltre ad altre aziende, l’impianto industriale delle OMeCa S.p.A. (Officine Meccaniche Calabresi) che assembla i vagoni ferroviari per la Ansaldo Breda S.p.A., principale società italiana di costruzioni di veicoli per il trasporto ferroviario e metropolitano;
  • nel quartiere di Pellaro l’impianto industriale della SoCIB SpA (Società Calabrese Imbottigliamento Bevande gassate) che si occupava della produzione e dell’imbottigliamento delle bevande della The Coca-Cola company. Lo stabilimento è stato chiuso ad inizio 2009, in seguito all’acquisizione della SoCIB da parte della CocaCola Hellenic Bottling Company S.A.;
  • nel polo industriale di Campo Calabro, l’impianto produttivo della Mauro Caffè S.p.A, azienda a diffusione nazionale;
  • alcune aziende sorgono nel polo industriale tessile e agrumario di San Gregorio;
  • nel polo industriale di Saline Joniche sorgono la Chimica Biosintesi (Liquichimica) per la produzione di mangimi, e le Officine Grandi Riparazioni (OGR) delle Ferrovie dello Stato (entrambe mai realmente entrate in attività);
  • le cave per l’estrazione di Pietra reggina sorgono nella zona di Capo dell’Armi;
  • infrastruttura industriale di rilievo è il porto di Gioia Tauro, uno dei più grandi scali di container del Mediterraneo, riconvertito all’uso attuale negli ultimi anni dall’originario progetto non portato a termine del V polo siderurgico di Reggio Calabria, anch’esso facente parte del pacchetto Colombo.

Agricoltura

Per la diversità climatica delle varie zone del territorio, a Reggio esistono coltivazioni molto varie, tra di esse spiccano due particolari piante che riescono ad attecchire solo in questa zona:

Un tipico uliveto reggino

  • il Bergamotto, definito il “Re degli agrumi” o “Oro Verde”, che cresce solo in prossimità della città dove sembra si sia originato spontaneamente nel XVIII secolo per un innesto naturale.Da questo agrume si estrae l’”Olio essenziale di Bergamotto di Reggio Calabria DOP”, elemento essenziale dell’industria profumiera internazionale;
  • il Gelsomino, su tutta la costa jonica che va dal capoluogo fino alla cosiddetta Costa dei Gelsomini tra Capo Spartivento e Punta Stilo, area dove è maggiormente prodotto dopo l’introduzione della pianta ad opera della Stazione Sperimentale delle Essenze ed Olii Essenziali di Reggio Calabria nel 1928.
  • L’Anona, una pianta di origine tropicale coltivata solo nel reggino e in Spagna (cherimola), il cui frutto ha un sapore somigliante alla banana, fragola e ananas, e può raggiungere anche grandi dimensioni.

Oltre a quelle tipiche, nel reggino vengono coltivate molte altre varietà di specie vegetali, tra cui le più diffuse sono:

  • l’Ulivo, dal quale si produce il tipico olio d’oliva calabrese dal gusto forte, tipiche del reggino sono infatti i livi ra chjàna (le olive della Piana di Gioia Tauro). Molto rinomato è diventato negli ultimi anni l’olio prodotto nella Vallata del Tuccio sul versante del basso jonio, dal gusto più delicato dato da un’acidità particolarmente ridotta rispetto alla produzione del versante tirrenico;
  • la Vite, dalla quale si producono ottimi vini tramandati direttamente dalla millenaria tradizione greca, tra i quali il Pellaro, l’Arghillà, il Sambatello ed il Palizzi;
  • il Castagno ed il Faggio
  • diverse graminacee come il Frumento, l’Avena ed il Granturco
  • differenti e variegate specie di Agrumi, tra i quali le rinomate Clementine di Calabria DOP e naturalmente il Bergamotto di Reggio Calabria DOP

Turismo

Uno degli stabilimenti balneari in centro città.


I Bronzi di Riace sono uno dei simboli e delle principali attrattive turistiche di Reggio.

Tra le attrazioni di Reggio i Bronzi di Riace, oltre al Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia che li custodisce, sono una delle principali mete turistiche della città dello Stretto; il Lungomare del centro storico è invece diventato negli ultimi anni un’affollata meta balneare e luogo simbolo di una vivace movida estiva. Il turismo a Reggio è anche distribuito tra la costa jonica e la costa Viola (tirrenica), nel tratto di costa compreso tra le spiagge di Bova e Palmi; la montagna dell’Aspromonte, alle spalle della città, custodisce la riserva naturalistica del Parco Nazionale dell’Aspromonte, dove a 1.400 m s.l.m. sorge la stazione sciistica di Gambarie con un panorama sulla città e su tutto lo Stretto dalla cima innevata dell’Etna alle Isole Eolie.

La leggenda vuole che nell’anno 1464 San Francesco di Paola, non avendo potuto pagare il traghettamento, partendo dalla spiaggia del quartiere di Catona, attraversò lo Stretto sul proprio mantello insieme ad un suo confratello. Una nota raffigurazione dell’evento è nell’arazzo di Edward Steinle conservato in Vaticano alla Galleria delle Carte Geografiche. La tradizione francescana ha fatto sorgere a Reggio, proprio nel quartiere Catona, il convento dei Minimi, edificato 1629 e dopo varie riedificazioni tuttora esistente. Il miracolo di San Francesco è ricordato sul lungomare Catona con un monumento di notevoli dimensioni (circa 15 m)ad opera di G. Polimeni. Inoltre un monumento alto 3 metri che raffigura il Santo mentre naviga sul mantello con il suo accompagnatore, scolpito in arenaria nel 1702, si trovava originariamente lungo il mare nel punto esatto dove avvenne il prodigio; oggi, dopo l’ampliamento del lungomare, il monumento si trova ad un centinaio di metri dal bagnasciuga all’interno di una proprietà privata ma aperta ai visitatori.

Mass media

Le principali testate giornalistiche con sedi a Reggio sono:

  • Gazzetta del Sud
  • Calabria Ora
  • Il Quotidiano della Calabria

Reggio è sede di importanti emittenti televisive regionali e dell’Area dello Stretto:

  • Reggio TV, terza emittente calabrese per ascolti (Auditel 2005)
  • Tele reggio, quarta emittente calabrese per ascolti (Auditel 2005)
  • GS channel

Radio:

  • Radio Touring 104
  • Radio RC International
  • Ragio GS

Principali luoghi d’interesse


L’Arena dello Stretto

Luoghi di interesse a Reggio Calabria

La Cattedrale.

Il Castello Aragonese.

L’eclettica Villa Zerbi.

La grande sala del Teatro Francesco Cilea.

Piazza Italia.

La Biblioteca comunale “Pietro De Nava”.

Francobolli delle Poste Italiane raffiguranti i Bronzi di Riace.

Luoghi d’interesse artistico, storico e culturale

il Lungomare Falcomatà.

  • Lungomare Falcomatà
il fronte a mare della città nel suo centro storico si sviluppa fra architetture stile liberty e piante rare, fu definito da Gabriele D’Annunzio “il più bel chilometro d’Italia”, probabilmente anche per via del miraggio della Fata Morgana che contribuisce a rendere la passeggiata particolarmente suggestiva.
  • Bronzi di Riace
tra i simboli della città, esposti al Museo Nazionale della Magna Grecia, sono due grandi statue che – secondo le più recenti ipotesi – raffigurerebbero due eroi appartenenti al mito dei Sette contro Tebe (forse Tideo e Anfiarao o Eteocle e Polinice). I bronzi sono degli originali greci (o magnogreci) della metà del V secolo a.C., e insieme all’Auriga di Delfi sono oggi considerate le uniche testimonianze bronzee dei grandi maestri scultori dell’arte classica in Grecia e Magna Grecia.
  • Arena dello Stretto (o Teatro Senatore Ciccio Franco)
teatro in stile greco, con vista dal lungomare Falcomatà sullo Stretto.
  • Cippo marmoreo a Vittorio Emanuele III
opera di Camillo Autore, fu eretto in onore di Vittorio Emanuele III che vi sbarcò toccando per la prima volta il suolo nazionale da sovrano il 31 luglio 1900, sorge sul “Molo di Porto Salvo” antistante l’Arena dello Stretto.
  • Duomo di Reggio Calabria
cattedrale dell’arcidiocesi metropolitana, è l’edificio sacro più grande della Calabria; ha opere d’arte come le imponenti statue ai lati della scalinata di San Paolo e Santo Stefano opera di Francesco Jerace, e la cappella del Santissimo Sacramento (monumento nazionale) tra i maggiori esempi di barocco calabrese, le cui pareti sono rivestite di intarsi marmorei policromi, provenienti dall’antico duomo.
  • Castello Aragonese
di origine molto antica, la sua costruzione si ritiene anteriore all’invasione dei Goti di Totila del 549; punto strategico di difesa della città fu dominio di Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi ed Angioini, nel 1459 Ferdinando d’Aragona fece aggiungere le due torri cilindriche merlate che ne danno ancora oggi il caratteristico aspetto “aragonese”, dichiarate monumento nazionale.
Oggi il castello è una delle principali sedi espositive della città.
  • Villa Genoese Zerbi
sul lungomare Falcomatà, è una villa in stile veneziano del XIV secolo con elementi decorativi e cromatismi molto evidenti.
Tra i più importanti centri d’arte della città, Villa Zerbi offre periodiche mostre artistiche e d’architettura, è inoltre sede espositiva della Biennale di Venezia al sud Italia.
  • Chiesa degli Ottimati
Costruita nel X secolo l’antica chiesa bizantina-normanna fu distrutta durante le invasioni saracene e dai successivi terremoti, ma fu riedificata sul sito originario. Presenta al suo interno e nella propria struttura gran parte delle architetture e delle opere artistiche originali, integrate anche con quelle presenti nell’antica basilica normanna di Santa Maria di Terreti, tra le quali spicca uno splendido pavimento a mosaico cosmatesco, ed una pala dell’altare di notevole valore artistico raffigurante l’annunciazione, opera di Agostino Ciampelli.
  • Teatro Francesco Cilea
Intitolato al musicista reggino Francesco Cilea, è il teatro più grande in Calabria e possiede una grande sala di stile ottocentesco dalla forma a ferro di cavallo; le linee esterne sono ispirate all’architettura classica e riprendendo i motivi e le forme architettoniche dalle origini magnogreche della città.
Nel secondo dopoguerra il Teatro Cilea venne ampliato divenendo così ancora più bello e funzionale e venne re-inaugurato con Il Trovatore di Giuseppe Verdi.
Terminati ulteriori lavori che lo hanno tenuto inattivo per quasi diciotto anni, da poco il Teatro Cilea è stato restituito alla città.
  • Mura della città greca
Tra le poche sopravvissute fino ai giorni nostri, a testimonianza della vastità dell’antica polis di Rhegion, ne esiste ancora un tratto sul lungomare Falcomatà (sito archeologico denominato “Mura Greche”) uno sulla Collina degli Angeli (che sembra essere la testimonianza più antica risalente all’VIII secolo a.C.), ed uno sulla collina del Trabocchetto (denominato “Parco Archeologico Trabocchetto”). Al momento è possibile visitare solo quelle vicino al mare che risalgono al IV secolo a.C. e farebbero parte della ricostruzione operata da Dionisio II di Siracusa, avvenuta dopo che la città fu espugnata dal padre Dionisio I. Sono costituite da due file parallele di grossi blocchi di arenaria tenera.
Recentemente hanno ospitato rappresentazioni teatrali d’epoca classica.
  • Impianti termali di epoca romana
Rinvenuti da scavi effettuati sul lungomare, sono i ruderi di uno tra gli otto impianti termali presenti in città in epoca Romana, con resti di pavimento musivo a piccole tessere bianche e nere.
Il sito denominato “Terme Romane” è tra le poche testimonianze giunte ai giorni nostri del periodo in cui la città di Rhegium Julium fu Civitas Confoederata di Roma e prosperoso Municipium dell’Impero Romano in Magna Grecia; sembra infatti che l’area interessata dall’impianto termale sia di gran lunga più estesa di quanto non sia la zona visitabile del sito, rendendo l’impianto paragonabile per estensione alle terme di Diocleziano.
  • Piazza Vittorio Emanuele II (detta Piazza Italia)
La piazza è sempre stata importante centro politico-amministrativo della città, era infatti sede dell’agorà in epoca greca e sede del foro in epoca romana. L’attuale studio ed i recenti scavi archeologici hanno portato infatti alla luce resti di antiche costruzioni distribuite in varie stratificazioni che percorrono la storia della città dall’VIII secolo a.C. al XV secolo d.C. (dai greci agli angioini), esempio probabilmente unico nel suo genere.
Sulla piazza oggi si affacciano a nord il palazzo del Municipio (Palazzo San Giorgio), a ovest il palazzo della Prefettura e a sud il palazzo della Provincia (Palazzo Foti).
Dopo il terremoto del 1783, la piazza fu prevista nel progetto del ingegner Giovan Battista Mori ed ebbe varie denominazioni fino all’attuale di piazza Vittorio Emanuele II. Nel 1869 al centro della piazza fu collocato il Monumento all’Italia dello scultore Rocco Larussa e da allora è invalso il nome popolare di Piazza Italia.
  • Piazza De Nava
È la piazza su cui dà il prospetto principale il Museo Nazionale della Magna Grecia ed è intitolata al reggino Giuseppe De Nava, ministro del Regno d’Italia nel 1918 e nel 1921. Al centro della piazza, adorna di palme e aranci, sorge una monumentale fontana a due bocche, sormontata da una statua del ministro De Nava.
  • Piazza del Carmine
Costituiva anticamente la porta d’ingresso sud della cinta muraria, attraverso la quale i garibaldini entrarono in città. Sulla piazza si affaccia l’omonima Chiesa del Carmine, nel cui interno si conserva un altare del 1787 in ricco stile barocco appartenuto alla vecchia cattedrale distrutta dal terremoto del 1908. Decorato con marmi di colore verde e giallo, l’altare è sormontato da una nicchia e da un piccolo tempietto dove è conservata la statua in legno della Madonna del Carmine.
  • Piazza Garibaldi
Al centro della grande piazza, cuore di un quartiere multietnico, sorge la maestosa statua in marmo bianco di carrara, opera di Alessandro Monteleone, raffigurante l’eroe dei Mille.
Sulla piazza si affaccia la Stazione Ferroviaria Centrale, costruita nel 1925, nel cui atrio d’ingresso si trova un bassorilievo in ceramica dello scultore Michele di Raco che raffigura la Fata Morgana.
  • Piazza Sant’Agostino
Originariamente Piazza Mezzacapo è oggi denominata Sant’Agostino per la chiesa omonima che vi sorge, costruita nel 1937 in stile romanico-bizantino, conserva un interessante quadro di San Filippo e San Giacomo. Sulla piazza si affaccia inoltre la Caserma Mezzacapo.
  • Piazza Indipendenza
Nel cuore della città e del Lungomare Falcomatà ospita la Stazione Lido ed è il centro nevralgico del traffico stradale reggino. La piazza è famosa per le vicissitudini della sua fontana artistica, ricostruita numerose volte deludendo sempre le aspettative dei reggini. Per questo è diventata simbolo delle originali scelte delle amministrazioni comunali, quindi argomento di una poesia del poeta satirico reggino Nicola Giunta.
  • Le “Strade Cannocchiale”
Sulla zona collinare del centro storico, nei pressi di Villa Nesci, dalla via Reggio Campi si dipartono scalinate che giungono fino al Lungomare Falcomatà.
Queste strade sono particolarmente caratteristiche e dotate di un singolare effetto ottico: se dalla cima si osservano il mare e la Sicilia, si ha l’impressione che il panorama sia molto più vicino di quanto in effetti non sia realmente, per questo motivo da molti reggini esse sono chiamate “Strade Cannocchiale”.
  • Torre Nervi
Costruzione circolare opera dell’architetto Pier Luigi Nervi, che si staglia dal lido comunale Zerbi situato sotto Piazza Indipendenza in pieno centro cittadino.
Dopo aver attraversato un ventennio di degrado, la struttura è recentemente tornata a operare (anche se saltuariamente), ospitando iniziative artistico-culturali tra le quali alcune in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti.
  • Monumento ai caduti di tutte le guerre
Eretto sul Lungomare, fu inaugurato nel 1930 alla presenza di re Vittorio Emanuele III.
Il monumento, progettato dallo scultore locale Francesco Jerace (autore per altro de L’Azione, celebre scultura del Vittoriano), è costituito da una statua in bronzo della vittoria alata recante una spada e la palma del martirio, su una colonna rostrata.
Due statue in in bronzo alla base rappresentano un antico guerriero bruzio con un vistoso scudo ed un fante armato su un cannone.


Musei e sedi espositive

Il Museo nazionale della Magna Grecia e Piazza De Nava.

Il Planetario provinciale.


Museo Agrumario: La Macchina Calabrese per l’antica lavorazione del Bergamotto.


  • Museo Nazionale della Magna Grecia
È considerato uno dei più importanti musei della Magna Grecia. L’edificio del Piacentini è ricco di collezioni archeologiche con numerosissimi reperti provenienti dalle antiche città-stato nei siti della Calabria, Basilicata e Sicilia.
  • Pinacoteca Civica
La nuova Pinacoteca si trova presso il Teatro Francesco Cilea; comprende un considerevole numero di opere di maestri quali Mattia Preti, Luca Giordano, Vincenzo Cannizzaro, Giuseppe Benassai, Ignazio Lavagna Fieschi, Andrea Cefaly, Lionello Spada, due tavolette di Antonello da Messina (Abramo servito dagli angeli e San Girolamo penitente), frammenti architettonico-decorativi e sculture in marmo, oggetti di devozione privata e dipinti su tela e tavola, provenienti da raccolte private, collezioni civiche e statali, risalenti a un arco di tempo compreso tra il VII secolo ed il XIX secolo.
  • Villa Zerbi
la più importante struttura per esposizioni temporanee della città che in accordo con la Biennale di Venezia ospita a più riprese sezioni dell’importante rassegna di arte moderna e contemporanea;
  • Castello Aragonese
testimone dell’antica storia cittadina, ospita oggi numerose mostre d’arte;
  • Museo San Paolo
nato negli anni trenta è una delle più importanti esposizioni d’oggetti d’arte in città, con una ricca collezione di elementi bizantini e normanni;
  • Planetario Provinciale “Pythagoras”
che svolge un’intensa attività divulgativa e didattica riguardante l’astronomia e le scienze a essa collegate;
  • Museo dello Strumento Musicale
ente che rivolge le sue azioni alla conservazione e valorizzazione degli strumenti musicali, la concertistica e la musicoterapia;
  • Museo dell’artigianato tessile, della seta, del costume e della moda calabrese
illustra la storia dal periodo greco fino al 1948, oltre ai tessuti vi sono i macchinari utilizzati per la lavorazione e campioni di materia prima;
  • Museo di biologia e paleontologia marina
all’interno della collezione si segnalano fossili di profondità ed altri provenienti dalle colline, unici nell’area mediterranea;
  • Museo Agrumario
Situato all’interno della Stazione Sperimentale per le industrie delle Essenze e dei derivati dagli Agrumi (SSEA), ospita diversi macchinari utilizzati per l’estrazione del succo e delle essenze dagli agrumi tra cui la Macchina da bergamotti “Gangeri”, derivata dal modello di Macchina Calabrese inventato nel 1840 da Nicola Barillà. Inoltre il museo ospita una raccolta fotografica che illustra la coltivazione, la raccolta e la lavorazione del gelsomino e la coltivazione del papavero da oppio;
  • Museo Diocesano della Cattedrale
nelle vicinanze del Duomo;
  • Museo del Presepio
alle spalle della chiesa della Cattolica dei Greci;
  • Museo Etnografico;
  • Piccolo Museo della Civiltà Contadina;

Biblioteche

Reggio è sede di numerose biblioteche tra cui:

  • Archivio di Stato di Reggio Calabria, istituito nel 1852 con legge borbonica del 1818, fu trasferito alle dipendenze dell’amministrazione provinciale nel 1866, divenne Archivio provinciale di Stato nel 1932 e Sezione di Archivio di Stato nel 1939; poi con il DPR del 30 settembre n. 1409 del 1963, assunse l’attuale denominazione di Archivio di Stato, da cui dipendono le due sezioni di Locri e Palmi istituite con decreti ministeriali del 1965.
  • Biblioteca dell’Archivio di Stato, nata contestualmente all’archivio è costituita da 7.701 volumi e opuscoli, 244 testate di periodici per un totale di 4037 annate, editi tra il XVIII e il XXI secolo, in parte ricevuti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e in parte ricevuti in omaggio. I testi conservati riguardano la storia politica, economica, sociale, culturale italiana e calabrese con particolare riferimento a Reggio e alla sua provincia. Sono inoltre qui conservate alcune biblioteche private:
    • Biblioteca Visalli, donata nel 1847;
    • Biblioteca Plutino, depositata nel 1986;
    • Biblioteca Foti, depositata nel 1993.
  • Biblioteca del Consiglio Regionale della Calabria, nata nel 1973, conta oggi oltre 35.000 volumi. L’accesso è consentito al pubblico, in particolar modo agli studenti universitari provenienti dalle facoltà di giurisprudenza, architettura ed ingegneria dell’Università Mediterranea per la preparazione di esami, esercitazioni, tesine, dissertazioni di laurea, con consultazione in sede, prestito e scambio interbibliotecario. La biblioteca è formata da tre sezioni: la sezione multidisciplinare dotata di 30.000 volumi, la sezione giuridica dotata di circa 2.000 volumi e banche dati su CD-ROM, la sezione dedicata alla Calabria con circa 3.000 volumi Tra i quali il più antico “Historia dé Svevi nel conquisto dé Regni di Napoli, e di Sicilia per l’Imperatore Enrico Sefto” di Don Carlo Calà, risale al XVII secolo.
  • Biblioteca comunale “Pietro De Nava”, fondata nel 1818 è la più antica tra le biblioteche calabresi e custodisce volumi risalenti al XIII secolo. Complessivamente il patrimonio bibliografico conta 115.000 opere, mentre quello emerografico 424 raccolte. La Biblioteca De Nava gestisce inoltre le altre biblioteche comunali dislocate nei quartieri perfiferici della città.
  • Biblioteca del Museo Nazionale della Magna Grecia, ricca biblioteca con oltre 10.000 volumi;
  • Biblioteca della Sovrintendenza Archeologica della Calabria
  • Biblioteca Arcivescovile “Mons. Antonio Lanza”, che conta 35.000 volumi di carattere teologico, biblico e storico.
  • Biblioteca “San Nilo” del Seminario pontificio Pio XI, che conta oltre 18.000 volumi di carattere Teologico, biblico e storico;
  • Biblioteca dell’Università per stranieri “Dante Alighieri”
  • Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti
  • Biblioteca Zanotti Bianco
  • Biblioteca del Centro di Documentazione Europea
  • Biblioteca della Stazione Sperimentale per le Industrie delle Essenze
  • Biblioteche dell’Università degli studi “Mediterranea”
    Tutte le facoltà universitarie di Reggio hanno realizzato nel tempo delle biblioteche, molto rilevanti sia dal punto di vista numerico che qualitativo. Tra di esse spiccano per ampiezza Biblioteca della Facoltà di Architettura e Biblioteca della Facoltà di Agraria che hanno sede nel polo universitario di Feo di Vito; hanno preso parte alla realizzazione del Catalogo Collettivo dei Periodici delle Biblioteche di Reggio Calabria, coordinato e promosso dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, pubblicato nel 1999 in formato cartaceo ed elettronico:
  • La Biblioteca Centrale della Facoltà di Architettura
    istituita nel 1969 come biblioteca dell’Istituto Universitario Statale di Architettura, comprende opere di consultazione generale, urbanistica, tecnologia, progettazione architettonica, storia dell’arte, restauro, storia dell’architettura, sociologia, materie giuridiche e economiche, scienze, cultura generale; dispone inoltre di una sezione “Calabria”; è socia del Coordinamento Nazionale delle Biblioteche di Architettura (CNBA) ed è partner nel progetto dell’Assessorato Cultura Istruzione Beni Culturali della Regione Calabria per la costituzione del Sistema Bibliotecario Regionale – Polo di Reggio Calabria. Offre un Patrimonio di 30.000 monografie, 210 periodici correnti, 3.200 tesi di laurea.
  • La Biblioteca Centrale della Facoltà di Agraria
    nasce nel 1986 come centro autonomo, negli anni novanta con la costruzione del nuovo polo universitario dell’ateneo reggino viene trasferita presso la sede di Feo di Vito, permettendo applicare moderni e funzionali criteri di organizzazione. Dal 2000 è stata assorbita dal Centro di Gestione della Facoltà di Agraria; il patrimonio della biblioteca comprende circa 2.800 monografie, 150 periodici di cui 44 in corso, la raccolta delle tesi di laurea della facoltà a partire dal 1986.
  • Biblioteca della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (SSPA)
offre un patrimo patrimonio librario di 19.100 volumi e 312 testate di periodici.

IL TESTO E LE IMMAGINI SONO TRATTE DA http://it.wikipedia.org/wiki/Reggio_Calabria per tale motivo sono distribuite secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo.

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